Io amo leggere e tu?
Io amo leggere e tu?

10/11/2018

 

Recensione breve di: Marcovaldo: ovvero Le stagioni in città di Italo Calvino

 

Ogni volta che leggo un libro di Calvino ripeto la stessa frase: “Peccato lo facciano leggere alle medie.”

Mi è capitato spesso di avere conferma dai lettori che nell'età preadolescenziale sia stato addirittura odiato. Le sue storie sono la metafora per eccellenza, quasi impossibile da capire in quella fase della vita.

 

Il fatto che molti suoi racconti siano fiabeschi, fantastici, dove la fantasia è protagonista, porta a pensare che quella leggerezza vada bene per i ragazzi. Credo invece che serva una certa maturità per affrontarlo e se iniziato almeno nel corso delle superiori, con il giusto supporto a monte, possa essere apprezzato e capito molto di più.

La costruzione del racconto di “Marcovaldo” è davvero particolare. In tutto sono venti racconti in cui per cinque volte fa il giro delle stagioni. Mi ha colpito perché li ha scritti nell'arco di dieci anni, nel periodo degli anni 50/60 proprio nel momento del boom economico e sembra quasi li abbia scritti volutamente nel tempo, seguendo l'andamento del progresso avendo precisi riferimenti d'ispirazione.

Non deve sviare il fatto che lo stile sia fantasioso. Ogni sua storia rappresenta una riflessione su ciò che lo circondava nonostante l'ironia e la leggerezza che aleggia sempre nella narrazione.

Marcovaldo è un personaggio assolutamente malinconico, tragicomico e goffo. Stritolato dalla società industrializzata. Attraverso le sue vicende, spesso buffe, c'è una critica marcata verso la perdita dei valori a favore delle cose frivole, inutili. Una rincorsa al progresso che non sempre porta benessere. La ricerca disperata di un contatto con la natura in mezzo a tanto cemento. Sembra tutto astratto, campato in aria, ma nulla, in ogni novella, è lasciato al caso anche ogni omissione nel racconto ha il preciso scopo di evidenziare scene grottesche. Marcovaldo, la sua situazione precaria e tutta la poetica espressa, sono il tramite per marcare il tema di fondo di ogni racconto:il rapporto città/natura. E la domanda: in che direzione ci sta portato il progresso...?

 

La storia che mi è rimasta più impressa è “Luna e Gnac”. Il linguaggio di questo autore è straordinario, con un vocabolario così ampio che ogni volta imparo un sacco di parole nuove. E' fra i cinque autori italiani più tradotti al mondo, e il più riletto fra chi lo ha amato. Io lo approfondirò moltissimo. Se siete fra quelli che lo hanno odiato dategli una seconda possibilità, forse scoprirete un mondo nuovo.

 

Marina 

 

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Le mie recensioni brevi: 

"Il barone rampante" di Italo Calvino edizione Mondadori

 

Mi sono riempita il cuore con questa storia e non solo. La credevo, erroneamente, una storia per ragazzi, scoprendo invece così tanti messaggi fra le righe da ritenerlo un libro impossibile da comprendere a pieno per dei giovanissimi lettori. Meglio assaporarlo da adulti e recepirne tutto il suo significato profondo.

Dopo un banale litigio con il padre, Cosimo Piovasco di Rondò decide di salire su di un albero e non discenderne più. Il distaccamento dalla terra non è volontà di isolamento, ma di distacco dalle regole prefissate. La storia è narrata dal fratello Biagio che ha anche lui un ruolo non di secondo ordine. Ogni personaggio della storia (e ce ne sono tantissimi) ha una sua collocazione ben precisa. A me non mancherà solo Cosimo, ma ognuno di loro.

 

Cosimo vuole essere libero di essere se stesso, senza rimanere ingabbiato dalle regole nobiliari della famiglia e per questo rinuncia ad ogni avere. In tutto il racconto ho percepito in Cosimo un qualcosa di autobiografico dell'autore. Si rifiuterà tutta la vita di scendere dagli alberi e si creerà il suo mondo lassù, ma non rinuncerà all'istruzione, al rapporto con gli altri. Ma con una prospettiva diversa. Si ingegna per avere tutte le necessità, incontra personaggi storici come Napoleone e tanti altri. Gli succederanno tante avventure. Si innamorerà... Diventerà un accanito lettore. Però manterrà sempre la sua indipendenza da tutto e da tutti. Questa storia è più di quanto io sia capace di raccontarvi. Ho trovato il finale geniale (termine che uso solo in casi rari). Non sono brava ad esporle le mie letture, ma questa volta sono certa di aver compreso ogni significato che Calvino ha voluto trasmettere attraverso questo personaggio. Lo considero un vero capolavoro della letteratura. Con un linguaggio bello pulito, leggero, un racconto fantastico, ma estremamente profondo. Mi sono entusiasmata, ho provato emozioni forti, gran dispiacere, ma mi tristezza vera, benché abbia chiuso l'ultima pagina piangendo.

Anche questa volta ho letto un bellissimo libro che mi porterò dentro e che non dimenticherò mai. Uno di quei libri che vorrei tutti leggessero.

 

Io ho letto l'edizione Mondadori  con le bellissime illustrazioni di Maria Enrica Agostinelli.

 

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22/10/2018

 

khalil di Yasmina Khadra

 

Yasmina Khadra  è lo pseudonimo femminile di Mohammed Moulessehoul, uno scrittore algerino musulmano.

 

"Khalil" è un romanzo che si basa sugli attentati reali avvenuti al  Bataclan di Parigi nel 2015 e quelli di Bruxelles del 2016.

Il mondo visto con gli occhi di un attentatore a cui la cintura esplosiva ha fatto cilecca.

A parlare è Khalil un ragazzo che deve partecipare all'attentato di Parigi del novembre 2015. Ma la sua cintura non funziona e fa cilecca. Khalil si chiede  perché, si sente in colpa per la missione fallita. Non sa cosa fare, dove andare, a chi rivolgersi...

Da qui inzia la storia e le riflessioni di questo ragazzo su cui il terrorirsmo i si gira contro uccidendo sua sorella gemella. Questo scatenerà in lui così tanto dolore da rendersi conto di quello che stava per fare.

Sotto forma di romanzo l'autore cerca di dare alcune risposte alla superficialità con cui questo tema viene trattato.

Uno stile narrativo cooinvolgente, semplice, con tanti dialoghi.  Adatto, a mio avviso, come lettura scolastica per i ragazzi delle superiori. Un punto di partenza per farli riflettere. I temi trattati intorno al terrorismo sono tanti. Tenta di scavare a fondo nel cuore di questo tema delicato, mostrando la visuale di tutte le parti coinvolte. Con cognizione.

Una condanna al terrorismo ma con una delicatezza incredibile per portare tutti a una seria riflessione sulle modalità, i come e i perchè di queste tragedie immani. Un monito contro le conclusioni superficiali e sempliciotte. Merita di essere letto, merita che lo leggano i nostri figli. La narrazione, fatta prevalentemente di dialoghi, ne rende snella e veloce la lettura.

 

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                      LE MIE ULTIME LETTURE 

13/09/2018

 

Le mie recensioni brevi: 

Memorie di una ragazza perbene

 

di Simone de Beauvoir 

  

 

Ho terminato la lettura di “Memorie di una ragazza per bene” di Simone de Beauvoir, un libro particolare e a mio avviso bellissimo.

Dell'autrice ho apprezzato tantissimo la sensibilità nel vedere le cose dal di dentro e la lucidità di vederle dall'esterno, per ciò che riguardava se stessa. Credo non sia da tutti riuscire a guardarsi dal di fuori.
Credo inoltre che non abbia fatto nulla per nascondere la sua personalità, le sue inclinazioni, ne ha scritto senza ipocrisia. 
Tutte le cose che le sono capitate nel corso della vita. Una educazione rigida, religiosa che voleva portarla a credere che la donna fosse un essere inferiore. L'adolescenza e il periodo dell'università alla Sorbona, dove ha conosciuto diversi personaggi molto noti a noi lettori. 
Mi ha colpito in particolare la descrizione e la disperazione della solitudine, ma allo stesso tempo del bisogno di elevarsi a un qualcosa di superiore senza accontentarsi. 
Di come cerchiamo di occupare la nostra esistenza senza un fine ben preciso in fondo. Le critiche verso la borghesia francese, soffocante del primo novecento. L'incontro con la letteratura che ha coinvolto la sua intera esistenza. L'insoddisfazione dei rapporti umani per quanto tentasse di pianare quel senso di solitudine che l'affliggeva pesantemente.

Credo che ognuno possa trovarci un po' di se stesso in questa autobiografia. La noia dell'adolescenza, i conflitti con i genitori, i conflitti con se stessi. Il decidere non tanto cosa fare, ma che tipo di persona essere da grandi. Rientra nella schiera dei libri di formazione.
E' un libro davvero intenso, con delle capacità narrative non da poco. Ma sono convinta che bisogna iniziarlo con la precisa consapevolezza di ciò che tratta, con carattere analitico introspettivo. Altrimenti può risultare troppo pesante fin dalle prime pagine anche se la biografia è stata narrata in modo quasi romanzato.
L'ho letta senza fretta, con calma. Mi ha lasciato molto dentro e leggerò sicuramente altro di suo. 
Sono convinta che molto spesso le aspettative dei libri creino interferenze importanti nella lettura. 
Avere una preparazione antecedente su cosa si sta andando a leggere possa essere di grande aiuto per affrontare un opera e non lasciarla a metà. Ovviamente intendo di libri di cui la letteratura è già testata di grande livello, indipendentemente dal proprio gradimento. 
I libri scritti male invece sono scritti male e basta e non c'è nulla da interpretare.
Per me è un Sì secco, lo senti strada facendo se il suo contenuto è così intenso da attirarti invece che respingerti nei tratti in cui è un po' lento e si dilunga nei racconti d'infanzia.

Marina

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